lunedì, 31 marzo 2008

Io ho creato un mostro

Stesso posto, stesso barNota negli ambienti bene per essere caratterizzata da una totale incapacità di porre freno alla lingua e quindi essere portata a commentare qualsiasi cosa capiti a tiro, gongolo beata non appena capisco che qualcuno si è inaspettatamente trasformato in una vecia comare*.

Se la persona in questione, poi, corrisponde a qualcuno-che-non-te-lo-saresti-mai-aspettato, gongolo doppio.


Così, mi ritrovo a passeggiare la domenica col Nonno che mi punta il dito commentando ferocemente delle Malve che non si dovrebbero neanche descrivere, a far bene, ma siccome l’obbligo di porre freno al fenomeno è doveroso, riporto, soltanto per motivi di cronaca, che la minigonna rosa in vellutino abbinata allo stivale “a portaombrelli” in pelle nera oggi era di rigore sul lago, pare. Così come il leopardato e le coppie gay in vestito coordinato.

Lo sorprendo a chiedersi come mai staranno litigando quelli della macchina dietro di noi in coda e a spronarmi a guardare anch’io per cercare di capire. E guarda che faccia ha lui in questo momento.

Ne percepisco l’anziana insofferenza perché la cameriera non arriva in tempo, e “in tempo” significa tra i 30 secondi e i 3 minuti massimo, che altrimenti ven not**.

Quindi, facendo due rapide rilessioni penso che:

1.    Forse “contamino” la gente più di quanto io creda
2.    Come successe al maestro di Giotto, ogni tanto capita che l’allievo superi la maestra
3.    A vedermi riflessa negli altri un pochino mi spavento, poco poco

Però, quale soddisfazione.



*intendesi come “vecia comare” persona critica, pettegola, insofferente nei confronti del mondo.
** si fa tardi


giovedì, 27 marzo 2008

Hollywood lava più bianco

Adesso non è per fare sempre quella polemica eh, però, anche se per pubblicizzare in detersivo non si servono di queste scene imbarazzanti…ecco, è lo stesso.
Che una che si mette ad annusare la mutanda fino a tirarsela su e su per la testa, anche no, grazie.

Certo, a meno che non vogliamo fare le cose con quello che di solito sta dentro alla mutanda. O che la signora non le volesse prendere per il marito che ne aveva bisogno e al mercato le avevano finite. O che non fosse una feticista.

Ma allora sono altri discorsi. E -allora- avvisateci prima.


Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello.

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