Essere di nuovo a casa è potersi fare una doccia con dei tempi ragionevoli, e avere dei capelli che si lasciano pettinare anche senza mettere il balsamo tre volte.
E' guardarsi nel proprio specchio e constatare che anche noi, fototitpo "Io fossi in lei non starei al sole MAI" un po' di colore lo abbiamo preso. Poco.
La mia amica mi chiama. In dieci minuti da lei. Il padre mi ruba il bagno all'ultimo secondo. Prima che chiuda la porta urlo "No ti prego passami il mascara".
Il padre, sbuffando, mi porge una crema antirughe contorno occhi e una crema idratante viso.
Penso di poter essere contenta del fatto che almeno abbia individuato la zona di utilizzo della cosa che avevo chiesto.
Mi faccio la riga in mezzo. Come a tredici/quattordici anni. Tanto "se se la fanno le modelle di Calvin Klein non ho capito perché non me la posso fare anch'io". Al mare devo aver letto troppe riviste mondane con troppa pubblicità.
C'è chi dice che la riga così fa un po' muflone, ma c'è anche chi non se ne accorge. In ogni caso, l'ho già abbandonata.
Tornare a casa vuol dire tutte le lavatrici da fare. Dalla paura di far uscire le cose tutte di un colore perché un capo ha stinto ho lavato tante cose a mano. Troppe cose a mano.
Ci sono ancora da mettere a posto tante cose del mare e è già passato troppo tempo senza che io me ne sia vagamente accorta.
Lunedì si torna al lavoro.
"La vera felicita' sta nelle piccole cose: una piccola villa, un piccolo yacht, un piccola fortuna."