Per quanto so già che molti penseranno che non ci sia cosa più antisesso, per quanto molti di voi lo riterranno ridicolo e non adatto a una vera signora, per quanto faccia squisitamente casalinga di Voghera, il calzino d'inverno è l'unica soluzione per combattere il gelo delle zone periferiche.
Mi riferisco, ovviamente, al calzino per dormire.
So che ai veterani queste informazioni sembreranno scontate, ma per gli inesperti si sappia che il calzino per dormire differisce dai calzini "normali" per una serie di caratteristiche intrinseche che lo portano inevitabilmente a passare da calzino-da-giorno a calzino-da-notte. Così, da una stagione all’altra.
Innanzitutto l'età: il calzino da notte, se non appositamente acquistato come naturale accompagnamento al pigiama, è generalemente datato. Che tanto non lo vede nessuno. Magari anche rammendato. Più volte.
Se nuovo comunque, in genere è a fiori/pupazzetti/rosa/a righe. Non potrebbe essere altrimenti. Che il calzino bianco di spugna è imbarazzante anche sotto le coperte. Mi raccomando eh. Sapevatelo.
Pur potendo trovare in giro esemplari dei materiali più disparati, dal cachemire per schizzinosi alla spugna colorata o alla babbuccia pelosa, è d’obbligo sottolineare che il calzino handmade della nonna è un must da fuoriclasse con anni di esperienza sul groppone. Mica balle.
Il fatto è che il calzino ti coccola, ti scalda, ti previene il raffreddore, non ti unge il piumone quando ti ricopri i piedi di crema al timo. Il calzino, diciamolo, è funzionale.
E anche se visto inizialmente con diffidenza e spirito di derisione, aspramente criticato e sbeffeggiato dai più, è scientificamente provato che l’oggetto in questione produce - segretamente - una dipendenza in chiunque si appresti al suo utilizzo già dopo il primo giorno, anche se dichiararla, va da sé, è più faticoso che far dire a un maschio che il calcio fa schifo.
Che, a dirla tutta, è un po’ come ammettere quella storia della canotta nelle mutande. E non provate a dirmi che voi non lo fate, brutte bugiarde!
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Uscire dal lavoro un quarto d'ora prima per andare in posta: Bello
ma
Uscire dal lavoro un quarto d'ora prima per andare in posta, e nel mettersi in fila notare che una persona che non vedevi da tanto tempo, dieci anni fa era esattamente la metà di quello che è oggi mentre tu sei rimasta sostanzialmente invariata: Non ha prezzo.
Detto questo, credo di voler lavorare alle Poste. La flemma che contraddistingue gli impegati del settore non ha davvero eguali.
Foto del MioPrincipe